Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" 8 gennaio 2010
Bar, negozi e botteghe
La Val di Scalve sostiene chi non molla e investe
Dalla Comunità montana 100.000 euro per lifting e migliorie
Fra gli 11 premiati dal bando, anche la cooperativa di Nona
VALLE DI SCALVE Un “pacchetto” di contributi che ammontano
complessivamente a 100.000 euro, per sostenere le microimprese commerciali che
hanno sede (e operano) in uno dei quattro comuni della Comunità montana di
Scalve: Schilpario, Azzone, Vilminore e Colere.
I fondi sono stati stanziati grazie al bando approvato dalla Comunità montana:
destinatari quegli esercizi commerciali che, a partire da luglio 2008, hanno
investito nello sviluppo di nuove realtà, in particolare nell'avvio di negozi
multiservizi, nell'innovazione gestionale o nel miglioramento delle strutture
già esistenti, e della messa in sicurezza dei locali.
Una cifra importante se si considera l'estensione dei territorio della Comunità
montana scalvina, che comprende solamente quattro paesi. Grazie a una
convenzione stipulata con la Regione per la predisposizione dei programmi
d'intervento a favore del commercio nelle aree montane, sono stati reperiti
75.000 euro, ai quali si sono aggiunti i 25.000 messi a disposizione dalla
stessa Comunità di Scalve, finanziati mediante l'applicazione di una quota
d'avanzo di amministrazione dell'anno 2008.
Dopo aver stipulato una graduatoria sulla base di criteri che prestavano
particolare attenzione agli esercizi commerciali situati nelle piccole frazioni,
alla presenza di donne o giovani imprenditori e alla capacità di incremento
occupazionale, i fondi sono stati divisi tra gli 11 richiedenti con le
caratteristiche necessarie per partecipare al bando di concorso: a ogni soggetto
è stata assegnata una quota in proporzione alle spese sostenute per l'avvio
dell'attività o per la sua innovazione, fino a un massimo di 20.000 euro.
Soddisfatto il presidente della Comunità montana Franco Belingheri (riconfermato
alla guida dell'ente scalvino dopo il primo mandato): “Non è la prima volta che
viene creato un bando di concorso di questo tipo: con la collaborazione della
Regione ne avevamo lanciato uno simile già due anni fa. È un'iniziativa che ci
permette di aiutare i commercianti della valle a sistemare, ampliare o aprire i
loro esercizi, e in particolare ci permette di premiare e tenere in piedi gli
esercizi che sono posti nelle piccole frazioni. Un esempio su tutti gli altri
che mi viene in mente, quello del negozio multiservizi che è stato creato nella
frazione Nona anche grazie al nostro intervento di due anni fa. Prima lì non
c'era nessun negozio, adesso abbiamo questa cooperativa che fornisce servizi di
vario tipo ai residenti e che possiamo continuare a sostenere: grazie a
finanziamenti come questo. E’ un modo per consentire anche ai piccoli
imprenditori di sopravvivere in un ambiente, come quello scalvino, che non offre
particolari vantaggi a chi apre attività commerciali”. L'esempio del negozio
multiservizi creato nella frazione Nona di Vilminore, rimane un caso isolato di
esercizio che ha potuto usufruire dei finanziamenti in entrambe le occasioni
create della Comunità montana, e questo in virtù anche della particolare
posizione in cui si trova la frazione, che è il centro abitato più elevato della
valle, precisamente a 1.340 metri di altitudine. Grazie a questo ultimo bando la
Comunità montana ha potuto aiutare altri imprenditori: iniziando da chi ha
deciso di aprire il nuovo ristorante “Peccati di gola”, nella zona industriale
collocata sotto Vilminore, accanto al quale la stessa società ha creato il pub
“Robin Hood”, diventato già punto di ritrovo per i giovani scalvini; oppure da
chi, a Schilpario ha aperto un negozio di abbigliamento – “Gloria Boutique” -,
una pasticceria o un nuovo ristorante, come nel caso del ristorante “Alpi”. Ma i
finanziamenti servono anche a sostenere quegli imprenditori che hanno deciso di
sistemare, innovare, ammodernare le loro strutture, come nel caso del
“Bettineschi Sport” di Colere o del “Panifico Rizzi” a Schilpario, o ancora del
negozio di alimentari “Mensi Armando”, dove i contributi sono stati utilizzati
per sostituire le attrezzature in uso ad elevato assorbimento energetico con
tecnologie ecocompatibili.
Alice Bassanesi