Articolo tratto da "L'Eco di Bergamo" 13 aprile 2010
Santina e Ambrogio, divisi dalla contrada ma uniti da 60 anni d'amore

Festa a Colere, in Val di Scalve, per il sessantesimo anniversario di matrimonio di Santina e Ambrogio Bettineschi. “Durante la guerra sono stato prigioniero per ben 24 mesi ad Hannover, in Germania - racconta Ambrogio -. Nei paesi piccoli ci si conosce un po' tutti, e infatti Santina la conoscevo già. Quando sono tornato dalla guerra abbiamo iniziato a frequentarci. Di nascosto però. Infatti io abitavo a Carbonera, una delle contrade di Colere, mentre lei era della contrada della Valle. Allora non era come oggi, tra le varie contrade c'era un po' di campanilismo e non si potevano rubare le ragazze a quelli della Valle, e viceversa. Così io facevo un po' il Bartali, in bici facevo su e giù da Colere per vederla”. “Ci siamo sposati il 16 febbraio del 1950 - continua Santina -, il nostro viaggio di nozze è stato a Brescia”. Nel dopoguerra la vita non era semplice, e così Ambrogio cerca lavoro in Francia, dove rimane per quattro anni. Santina era rimasta in Italia, ma non se la passava tanto male rispetto a molti altri visto che aveva una mucca che poteva mungere, che a quei tempi era veramente una ricchezza. Quando Ambrogio torna in Italia trova lavoro a Milano in una azienda siderurgica. Così tutta la famiglia (hanno cinque figli) si trasferisce a Bergamo e lì rimane fino a poco tempo fa, quando Ambrogio e Santina decidono di ritornare alloro paese natale. E a Colere domenica sono stati festeggiati da tutta la famiglia, che si è riunita per l'occasione. “L'anniversario vero e proprio è stato a febbraio, ma trovarsi tutti insieme non è così semplice”, dicono. L'altro giorno però c'erano proprio tutti, nipoti e pronipoti compresi.
Al. Bas.

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