Articolo tratto da "Araberara" 15 gennaio 2010
Spazio musica - Alice Morzenti ha fatto tournèe internazionali con
l’orchestra della Scala. appuntamento al Festival di musica classica a Vilminore.
Da Bueggio a Stoccarda: il flauto d’oro di Alice
Incontro Alice nel castello
delle meraviglie a Clusone. Più che un castello un palazzo, palazzo Fogaccia. È
Alice che ne fa un castello con grazia e beltà di principessa. Tra le sale
affrescate e i broccati volteggia la sua lunga bionda chioma mentre posa
coll’amato flauto d’oro.
Tornata dall’algida Stoccarda all’innevata Val di Scalve per le feste natalizie,
la splendida Alice ha realizzato un nuovo book di foto ambientate nei saloni del
principesco palazzo di Clusone. Giovane donna dell’estremo nord della provincia
bergamasca, si è ambientata subito a Stoccarda, anche se fare un parallelismo
tra Bueggio (frazione di Vilminore di Scalve) e la capitale dello stato federato
del Baden-Württemberg risulta un po’ azzardato.
“Sì decisamente azzardato” ride di gusto, mostrando un sorriso da fata e
mi confessa che per i suoi caratteri fisici viene spesso creduta una tedesca del
luogo. Alta, bionda e con due grandi occhi azzurri…
“Verdi!” precisa Alice…
Alta, bionda e con grandi occhi verdi, la nostra Alice vive ormai da un anno
nella Germania meridionale dove studia alla prestigiosa Musikhochschule
sotto la guida del primo flauto della Scala Davide Formisano. A pochi
chilometri dall’incantata foresta nera la giovane promessa bionda si è trovata
immersa in una realtà metropolitana di 600.000 anime lei che viene dalla
frazione di Vilminore di Scalve con… 88 abitanti. Ci starebbero tutti in un
condominio.
Ci stanno tutti nel cuore di Alice: “Bueggio è dentro di me, sempre. La mia
scalvinità è nel sangue, non importa dove vado ma la forza e la grinta dei miei
monti mi sostiene anche nei momenti più difficili, quando la lontananza dai miei
affetti più cari si fa sentire”.
I suoi affetti più cari si chiamano Antonella, Natalino, Michele. I primi
due sono i suoi fans numero uno, i genitori che l’hanno sostenuta sin dai primi
passi nella banda del paese, e Michele è il fratello minore, oggi studente del
conservatorio di Darfo nel corso di tromba. Una famiglia “musicale”.
Credi sia genetico o sei stata tu a dare il via alla nuova generazione di
musicisti?
“Una famiglia armonica direi che la musica l’ha sempre avuta nel cuore. Mio
padre suonava la chitarra e mia madre ha creato le colonne sonore della mia
adolescenza. Ho incominciato quasi per caso nella banda del compianto Abramo
Albrici e quasi per caso ho scelto il flauto per stare insieme alla mia
amica Alice (sì due Alici col flauto su 90 abitanti!). Non è stato più un caso
però nel proseguire della mia gioventù. Ho capito presto che avrei voluto fare
della mia passione una professione per la vita anche se, mentre mi diplomavo al
conservatorio di Darfo sotto la guida del M° Loriano Berti, ho
concluso anche gli studi liceali di scienze sociali a Breno”.
Sacrificio, impegno, volontà di ferro. Una dolce principessa guerriera con
la corazza forgiata dal freddo di 1019 metri di roccia e ghiaccio. 1019 metri
sotto il cielo. Aria fina e cervelli ancora più fini. Ghiaccio che si scioglie
al suono magico del suo flauto d’oro quando nei concerti esegue i brani dei
maestri della musica classica. Chi ha avuto il piacere di ascoltare Alice sui
palchi più prestigiosi d’Europa ne è rimasto incantato. Così dicono le
recensioni dei giornali, così dicono i risultati del suo costante impegno dai
sette anni ad oggi: si diploma con il massimo dei voti e si perfeziona con i
maestri Marco Zoni presso l’Istituto superiore di Musica Franciscanum
di Brescia e Bruno Cavallo presso l’Accademia Internazionale di
flauto di Imola. Innumerevoli i concorsi vinti: è arrivata in finale al
concorso “Ponchielli” di Cremona e ha vinto concorsi quali “I giovani per i
giovani” a Ravenna, il “Bazzini” per musica da camera e il “Manenti”
per solisti e orchestra di Brescia, il “Concorso Internazionale
d’Interpretazione Flautistica” città di Ovada, il premio nel concorso “Borse
di studio Severino Gazzelloni”, il concorso “Krakamp” a Benevento e
il “Nuovi orizzonti” di Arezzo. All’età di 18 anni ha la sua prima
collaborazione con l’Orchestra e con la Filarmonica del Teatro alla Scala con
maestri quali John Eliot Gardiner e Daniele Gatti.
A 19 anni vince l’audizione per Primo Flauto presso l’orchestra milanese
“I Pomeriggi Musicali”, con i quali collabora assiduamente per tutta la
stagione lirico-sinfonica 2006/2007 e 2007/2008 sotto la direzione di Aldo
Ceccato, Antonello Manacorda, Hansjöerg Schellenberger, Gabor Ötvös, Enrico
Dindo, Lukasz Borowicz etc.
Nel novembre 2007, la vittoria al Concorso Internazionale “Marco Fiorindo”
di Nichelino (To), in duo con la famosa pianista Irene Veneziano. Poi
Primo Flauto con il Comunale di Bologna e i Pomeriggi Musicali di Milano,
collabora con l‘Orchestra e Filarmonica del Teatro alla Scala e con gli
Stuttgarter Kammerorchester… e molto altro ancora.
L’incredibile è che Alice,con questa innumerevole serie di concerti, ha solo 22
anni ed ha appena iniziato la sua strada verso un’affermazione nel campo
musicale internazionale.
Ti ha aiutato anche la bellezza oltre al talento e alla disciplina?
“Al contrario, credo piuttosto, ed è un mio pensiero personale, che in questo
ambito la bellezza possa essere un elemento di disturbo: ti vedono e si chiedono
subito se oltre ad essere bella sei anche brava”.
Perché Stoccarda e perché ho sentito che non tornerai presto in Italia?
“Perché a gennaio mi diplomo e poi voglio fare altri due anni di Master e
intanto magari vincere un posto fisso in un’orchestra”.
In Italia non ci sono scuole analoghe altrettanto valide?
“In Italia ci sono molti conservatori e scuole private ma io ho scelto di
andare a Stoccarda nella classe da cui sono usciti i migliori flautisti tra cui
il mio maestro Davide Formisano, il primo flauto della Scala”.
Com’è il mondo del lavoro nel vostro settore?
“In Italia ci sono molte orchestre ma non fanno concorsi e non assumono,
all’estero ci sono più possibilità soprattutto per i giovani e le donne”.
Purtroppo non ci dici una novità. Quindi anche nel mondo della musica in
Italia c’è poco spazio per il gentil sesso e per i giovani: “Sì è così, fuori
dai nostri confini, soprattutto al nord, la maggior parte delle orchestre fa
concorsi e le donne sono una componente importante”.
Hai qualche ambizione, qualche orchestra in particolare?
“No, guarda, basta che mi diverta, se non c’è passione e gioia questo lavoro non
lo puoi fare”.
Gli occhi verdi di Alice si illuminano mentre la mano stringe il flauto
d’oro. Ma è proprio d’oro?
“Sì, prima suonavo quello d’argento, ma l’oro dà una sonorità più calda,
intensa”.
Intensa come la passione che scorre nelle vene dell’affascinante scalvina
che a settembre ha terminato una tournèe a Tokyo e in Israele con il Teatro alla
Scala: “Adesso mi sto dedicando soprattutto allo studio e spero che i miei
genitori vengano a fine mese a Stoccarda per il concerto del diploma”.
E a Vilminore tornerai questa estate?
“Sicuramente anche perché spero di poter organizzare la terza edizione del
Festival Estate classica nella sala consiliare di Palazzo Pretorio, nell’ambito
della rassegna promossa dall’amministrazione comunale che sta raccogliendo
sempre più appassionati non solo in Val di Scalve”.
Alice a soli vent’anni ha dato vita a uno degli appuntamenti agostani più
seguiti in alta Valle con la collaborazione del Comune e di sponsor privati che
hanno accolto il progetto della talentuosa flautista. Non ci è dato sapere se
c’è anche un principe azzurro all’orizzonte, ma di sicuro allo sciogliersi delle
nevi vedremo sbucare da una curva la carrozza a quattro ruote della bionda
incantatrice dalla montagna col suo flauto d’oro.
Cinzia Baronchelli