Articolo tratto da "Araberara" 15 gennaio 2010
AFFOLLATA ASSEMBLEA A VILMINORE SUL PROGETTO
Comprensorio sciistico: ma è l’unica scelta possibile?

Invitato da un gruppo spontaneo di abitanti della Valle di Scalve, il coordinamento dell’associazione “Orobievive” ha presentato domenica 3 gennaio nella sala consiliare della Comunità Montana scalvina un convegno nel quale sono state analizzate le problematiche economiche, geologiche e floristiche del progetto “Comprensorio Sciistico”, che dovrebbe collegare gli impianti di Colere a quelli di Lizzola e Spiazzi di Gromo. Alla serata hanno partecipato alcuni membri dell’associazione che hanno condotto studi sul territorio ed hanno ritenuto giusto rendere partecipe la popolazione scalvina dei risultati delle loro ricerche.
Antonio Galizzi
, che si occupa di geologia ed idrogeologia, ha spiegato l’impatto che una struttura come quella progettata potrebbe avere sui pavimenti calcarei e sull’assetto idrogeologico; Germano Federici, esperto di biodiversità, ha studiato la flora del gruppo della Presolana, ed ha sottolineato come questa sia una zona ricca di endemiti (specie che vivono in zone molto ristrette, e che per questo dovrebbero essere maggiormente protette), e come sia necessario uno studio naturalistico serio prima di dare il via ad un progetto come quello del comprensorio. Gli aspetti economici del progetto sono stati illustrati da Giorgio Marchesi, scettico sulla possibilità che il comprensorio possa portare nuovi posti di lavoro, ed un incremento nel turismo della Valle. Infine Massimiliano Volpi, economista ambientale, ha illustrato i problemi alla realizzazione del progetto (un esempio su tutti, quello del rischio climatico) e alcune possibili alternative per incrementare il turismo: sfruttare l’ecoturismo, migliorare l’ospitalità diffusa, puntare sulla gastronomia locale e sul turismo scolastico. Nel corso della serata sono state inoltre evidenziate lacune e semplificazioni nella domanda di finanziamenti presentata in Regione: per esempio il fatto che ci si sia dimenticati di segnalare che nella zona della Val Conchetta (una delle zone interessate maggiormente dal progetto) sono presenti specie di flora di particolare interesse, che andrebbero danneggiate con un intervento di questo tipo.
Approssimativa invece è la spiegazione della scelta di Teveno quale possibile nuovo ingresso alle piste “più facilmente raggiungibile dalla Val Camonica, si legge nel documento - spiega Davide Sapienza, moderatore della serata - quando tutti sappiamo che la strada per arrivarci è stretta e piena di curve”. Il coordinamento di “Orobie Vive” ha poi concluso la serata lasciando alcuni interrogativi, alcune provocazioni, sulle quali i presenti avrebbero potuto riflettere: progetti come questi vanno a vantaggio dell’economia di montagna oppure sono ad esclusivo vantaggio dell’economia di pochi? O ancora: è la bellezza la vera ricchezza della montagna, da “sfruttare” per rilanciare il turismo?
Alice Bassanesi
 

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