Articolo tratto da "Araberara" 26 marzo 2010
COMUNITA’ MONTANA
Un bilancio “carente”: si raschia il fondo. E si aspetta che la Regione a dicembre…

Assemblea lunedì 22 marzo. Assemblea è un vocabolo troppo grosso. Si sono ritrovati i 4 Sindaci. Era l’occasione per l’approvazione del bilancio della Comunità Montana. Il Presidente Franco Belingheri ha detto chiaro e tondo che si tratta di un bilancio di transizione, bisognava approvarlo per legge e lo si è fatto. E ha detto ai colleghi (Belingheri è anche sindaco di Colere) che in Regione si dice che a dicembre si ridefiniranno le Comunità Montane, ci si augura escludendo, essendo la legge adesso di competenza regionale, i “comuni montani”. Non dovrebbe cambiare nulla per la Valle di Scalve, almeno ce lo si augura, ma molto ad es. per la Comunità Montana della Val Seriana, attualmente la più popolosa d’Italia. Ma si escludono i Comuni della bassa che di montano hanno giusto qualche frazioncina isolata (Lonno, Monte di Nese, Casale…), allora si ridimensiona il tutto. Che ci importa? Ci importa e molto perché i soldi (pochi) che la Regione destinerà alle Comunità Montane (lo Stato non dà più un euro) un conto è spartirli con una Comunità popolata come quella Seriana, un conto con una Comunità più piccola. Perché il pericolo successivo è questo: queste Comunità Montane premono per una ripartizione che non tenga più conto del rapporto tra popolazione e territorio, ma di una quota pro capite. Significa che, stando all’esempio, 130 mila abitanti si beccano 130 mila quote e alla Valle di Scalve restano 4.300 quote, praticamente nulla. Ma i 4 dell’Ave Maria non si sono applauditi. I rilievi maggiori sono venuti dai Sindaci di Schilpario Gianmario Bendotti e di Azzone Pierantonio Piccini.
Bendotti, tornato in grande spolvero, ha sezionato il bilancio: “Il 38% del bilancio è destinato ai servizi sociali. Il 36% ad ambiente e territorio. E fin qui ci siamo. Ma abbiamo definito carente il bilancio per gli altri settori. Il 6% destinato alla cultura, in tutto tra gli 80 e i 90 mila euro. Sì ma più di 70 mila euro sono destinati alla scuola, al servizio per disabili, alla formazione professionale. Restano tra i 6 e gli 8 mila euro per la cultura. Capite che si programma poco o niente. Ma il ridicolo è il 2% destinato a sport e turismo. Non parliamone nemmeno più, se queste sono le cifre a disposizione. Ma anche per i lavori pubblici (vedi Piano Opere pubbliche qui a fianco) va bene la Via Mala, ma in pratica non abbiamo altre opere”. Naturalmente Belingheri ha risposto che di più, al momento non si può fare, i soldi della Regione sono quelli, aspettiamo dicembre. E’ stato anche approvato il nuovo Statuto, che finirà per dover essere riapprovato se la Regione a dicembre cambierà di nuovo la legge sulle Comunità Montane.

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