Articolo tratto da "Araberara" 29 gennaio 2010
L’ASSESSORE FRANCO SPADA HA RIUNITO 170 IMPRENDITORI E FORMATO UN GRUPPO DI LAVORO PER CONTATTI CON ENTI E BANCHE
Nasce l’unità di crisi imprenditoriale scalvina

Centosettanta imprenditori in Val di Scalve, numeri da grande città per una valle che si è sempre rimboccata le maniche e che se le rimbocca anche adesso che la crisi è arrivata sin quassù. Lunedì 18 gennaio Franco Spada, assessore alle attività produttive della Comunità Montana li ha convocati per cercare di capire come muoversi: “Sono tanti? beh, tieni conto che ho chiamato tutti, dal piccolo artigiano alla Promatech, alla Graphiscalve, insomma tutti, in questo elenco non ci sono i commercianti, quelli vedremo di convocarli più avanti. Un incontro per cercare di capire come limitare gli effetti negativi di una crisi che non sta risparmiando nessuno”. Centosettanta imprenditori. Stanno tenendo? “Tengono ma non so fino a quando”. C’è disoccupazione in Val di Scalve? “Per ora no ma c’è molta cassa integrazione che non potrà durare in eterno, e la crisi non si risolverà in questo 2010 quindi c’è molta preoccupazione, qualche segnale di ripresa c’è ma non sarà sufficiente per venirne fuori”. Franco Spada prova a trovare una soluzione per la Val di Scalve: “Abbiamo valutato un po’ il tutto e abbiamo costituito un gruppo di lavoro formato da 8 imprenditori più il sottoscritto che adesso innanzitutto faranno un incontro con i sindaci per capire lo stato dei lavori pubblici in valle, poi un incontro con le banche del territorio per valutare la loro disponibilità rispetto a una crisi che galoppa, il problema è la liquidità, non solo per gli investimenti ma per far fronte anche a tutti gli aspetti economici e finanziari e poi con la Provincia parleremo di infrastrutture”. Un’idea che prende forma e diventa progetto: “Questo gruppo dovrebbe mettere a punto un progetto che prevede di unirsi settore per settore prevedendo se necessario un coinvolgimento delle istituzioni, dei Comuni, della Regione e della Provincia. Adesso è il momento di risposte concrete. Ogni imprenditore rappresenterà un settore poi in termini pratici può essere che determinati settori si mettano insieme per fare ricerca, piuttosto che progettazione per singoli settori, se ognuno va per conto suo i risultati saranno di un certo tipo, unendoci e lavorando assieme invece credo che si possa davvero provare a trovare il bandolo della matassa per provare a uscire da questa crisi”. La Val di Scalve si organizza. O almeno prova a farlo.

IL GRUPPO RADICI CONFERMA L’OCCUPAZIONE
L’OMV diventa “strategica”

L’OMV non corre rischi. Almeno per ora. La garanzia arriva da Franco Spada che nei giorni scorsi ha avuto un incontro con Miro Radici, proprietario del gruppo Promatech di cui la OMV fa parte: “Miro Radici mi ha fatto il punto della situazione – spiega Spada – e quindi lunedì 18 ho incontrato i dipendenti per spiegare loro quello che mi era stato riferito. Trentacinque dipendenti per la OMV ma poi c’è tutto l’indotto degli artigiani che lavorano grazie e per l’OMV e quindi il numero delle persone coinvolte aumenta. Volevamo quindi capire bene quello che sta succedendo”. E cosa ha detto Miro Radici? “Ha confermato che lo stabilimento di Vilminore è strategico e non corre alcun rischio, compatibilmente con la crisi, siamo abbastanza tranquilli. Ho riferito quindi agli operai. Non sono previsti tagli e la strategicità dello stabilimento vuol dire garanzia di avere ancora l’occupazione che c’è ora. Certo la crisi c’è e fa paura ma per ora c’è anche la garanzia del posto”.

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