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Ritrovamento di una vena d'oro e d'argento sul Monte Gleno I seguenti documenti, depositati presso l'Archivio di Stato di Bergamo,
riguardano la presunta scoperta di un giacimento d'oro e d'argento da parte di
due personaggi: Giò Batta Boniata e Giò Silli di Vilminore, i quali essendo
detenuti presso le carceri milanesi nell'anno 1912, probabilmente per essere
scarcerati, dichiararono di aver rinvenuto "nell'anno antecedente una vena
di sasso color turchino tra i dirupi del monte Gleno sopra la cosidetta Scala
di Sollegate nella Valle degli Scalfi in codesto dipartimento, e di aver il
Silli da scheggie del medesimo sasso ricavato coll'uso del fuoco una quantità
di oro e argento". Copyright www.scalve.it |